Interessante corrispondenza sull’Ecopoesia con la Prof.ssa Di Brandt dell’Università di Brandon University, Canada Research Chair sulla “Postmodern Ecopoetry”.

Dear Maria Ivana

wow, this is amazing! congratulations! i’m delighted to hear that you and your group are so creatively engaged in the ideas i (and others) proposed some years ago! wonderful!

two suggestions i have about your otherwise wonderful Manifesto:

one is that we should not put care for nature and the environment and examination of self and interaction with others in opposition to one another, as though we have to choose between them. they are deeply interconnected. if you read my 2003 poetry collection, Now You Care, you will have seen that there are two sections,
one is about reconnecting with the environment, the other is about reconnecting with the lost parts of ourselves: for how can we look after the environment better if we haven’t worked on restoring our own wholeness with which to do it?

or another way to put it, if we want to go beyond oppositionality and protests and reactive thinking in this politically stressed time, and contribute something more inspirational and transformative to the situation, we need to go deeply inside, to where our own hidden reserves of despair or rage or hurt lie, and bring them to light for the purposes of healing, and inspiration for ourselves and others.

secondly, your manifesto emphasizes a globalized outlook and social economy for this new thinking.

on the one hand i think that’s absolutely right, it’s because we can think the whole planet in one thought now, that we can begin to think about the holistic nature of our current situation.

on the other hand, i feel that the local is much more important than your manifesto suggests, that it is in the close up, in the actual precise attention to the day to day interactions of our own immediate lives, that is where the new economy of care for the whole has to be born, beginning with the intimate inner economy of care inside ourselves, and our local lives and relationships. otherwise our “do-good” gestures will be shadowed with our own undigested negative projections….. so that’s a spiritual turn my own thinking has taken in these matters, and i know that’s true for many other ecopoetic thinkers as well.

one of the most difficult turns we must make as we move from the postmodern to the ecopoetic post-postmodern is economic downsizing: many of the freedoms and privileges of modernity we’ve enjoyed so much were riding on the back of a very inflated economy of exploitation and while
it is painful and frightening – for everyone – to think about downsizing it back to a manageable pace and size, back to a sense of locality and “home,” that’s the work we are all engaged in now, whether
we know it or not!

thanks again for your lovely note. tell me more about yourself –  what are the titles of your poetry collections?

Di Brandt

Manifesto di Ecopoesia Italiana

Manifesto  di  Ecopoesia Italiana (2005)

 

Definizione

Ecopoesia è un nuovo genere letterario che trae ispirazione dall’attuale emergenza ambientale. Inoltre, l’Ecopoesia si prefigge di “dar voce” ai viventi che non hanno voce e di testimoniare i loro diritti.

L’Ecopoesia è una parte del vasto universo della Poesia e non si pone in posizione di supremazia rispetto alle altre tradizionali  espressioni poetiche.  E’ semplicemente diversa, e non alternativa.

 

Premessa

Dopo le confuse ed eterogenee esperienze artistiche postmoderne della seconda metà del XX° secolo, si vanno delineando alcune nuove tendenze che prendono origine:

Ø      dalla velocità e dalla facilità della comunicazione

Ø      dai processi di globalizzazione, anche culturale

Ø      dalla sempre più drammatica criticità ambientale del nostro pianeta.

In questo contesto alcuni artisti italiani hanno sentito l’esigenza di esternare in un Manifesto le linee guida del loro modo di fare poesia o, più in generale, di esprimersi attraverso l’arte.

Questa scelta è il frutto di alcune considerazioni:

  • L’attuale sovrabbondante tempesta mediatica di notizie ha avuto come conseguenza una reazione difensiva  tendente a separare dalle emozioni le informazioni e le immagini dei fatti.
  • Si creato quindi un conflitto tra il pensiero razionale che cerca di comprendere gli avvenimenti e l’enorme quantità di emozioni che su tali eventi vengono represse.
  • L’assuefazione a rappresentazioni virtuali ha progressivamente saturato le menti di miliardi di uomini rendendoli  passivi spettatori dei fatti.
  • La passività ha generato, specie nei giovani, una abulia nei confronti di ideali e di valori, che ci ha privato dell’entusiasmo necessario ad affrontare i problemi del nostro tempo.

A seguito di tali considerazioni, alcuni artisti decidono di cimentarsi in un tipo di poesia che liberi, apertamente e senza pudori, l’emozione repressa per utilizzarla quale forza motrice per  realizzare gli obiettivi  suggeriti dai nuovi valori.

Nuovi valori

 

La salvaguardia dell’ambiente si impone come valore ineluttabile del XXI secolo a causa dell’attuale, critica situazione del nostro pianeta.

Caduta l’idea di una Natura, intesa come risorsa inesauribile, entra anche in crisi la visione antropocentrica e verticistica dell’Uomo padrone senza limiti,  di tali risorse.

La nuova visione prospettica della Terra, suggerita dalle nuove conoscenze in campo astronomico e dalle affascinanti immagini che ci provengono dallo spazio,  ci  rende coscienti  del nostro piccolo posto nell’Universo e della nostra non privilegiata presenza sulla Terra. L’Uomo, perciò, prende atto del suo ruolo di attore di distruzione o di protezione di questa casa comune e delle sue responsabilità nei confronti di questo fragile  pianeta.

Da questa  consapevolezza di responsabilità nasce  una nuova etica di rapporto; non più esclusivamente fra uomo e uomo, ma fra Uomo e Natura. Questa nuova filosofia morale si inserisce in quella recente cultura che, dopo la destrutturazione post-moderna delle ideologie, ricerca nuovi valori e fini senza però ingabbiarli in rigide sovrastrutture gerarchiche o ideologiche.

 

Ruolo dell’Ecopoesia in questo scenario

Ogni genere di poesia sa creare emozioni. Tocca corde segrete o dimenticate.  Stupisce con associazioni di suoni o di immagini inattese. Ci fa meditare con una metafora. Coglie l’essenza nascosta delle cose o delle nostre esperienze.  Sfruttando  la potenza di queste suggestioni, l’Ecopoesia diventa comunicatrice di emozioni e, attraverso di esse, risveglia  le coscienze predisponendole all’ascolto dei problemi dei nostri giorni.

Questo tipo di  poesia  coinvolge contemporaneamente  razionalità e sentimenti.  superando il pregiudizio del pensiero bipolare  del XX secolo  che  fissava una netta separazione fra ragione e creazione artistica.  Nell’Ecopoesia, accanto al tradizionale momento  emozionale di comunicazione poetica, compare il momento razionale della presa di coscienza della criticità ambientale e della necessità di porvi rimedio. L’Ecopoesia è pertanto multidimensionale in quanto ripara   la scissione di queste due dimensioni espressive e risulta essere più vocina al modo di pensare e di sentire degli uomini d’oggi.

Le scienze ambientali sanno dettagliatamente analizzare gli attuali problemi ecologici, ma non è detto che esse, da sole, riescano a farci agire per risolverli.   Il  linguaggio poetico che su questi temi è così diverso e nuovo, potrebbe ottenere più efficaci risposte risvegliando le coscienze e  preparandole all’ascolto dei problemi del XXI secolo quali:

  • la salvaguardia del nostro pianeta e un nuovo rapporto con tutti gli esseri viventi (Ecopoetry),
  • la testimonianza dei diritti fondamentali dell’uomo e la pacifica convivenza fra i popoli, ( Art & Peace),
  • una nuova e diversa introspezione del proprio io, (Ecopsicologia,  ecc.)

Questa bisogno di poesia nuova è stato colto in diverse parti del mondo. Sono nati così nuovi movimenti poetici che associano la Poesia alle attuali istanze etiche come Art and Peace,  Eco Art, e, appunto, l’Ecopoetry.

 

Ma chi è l’ecopoeta?

L’ecopoeta non è l’aedo che canta la Natura, ma è colui che parla per la Natura. Dà voce alla Natura. Testimonia  i diritti di quei viventi che non hanno diritti. E’ colui che si sente interconnesso con la creazione e ne riporta emozioni dal di dentro; l’animale torturato, l’albero sradicato, l’intera terra inquinata, parlano direttamente attraverso i suoi versi. In definitiva, l’ecopoeta  parla per questa casa comune, unica ed irripetibile, che va salvaguardata nella sua peculiarità e nella sua bellezza.

Proteggeremo la Natura se avremo imparato ad amarla, se avremo imparato a sentirci empatici con essa. Ed è proprio questo che l’Ecopoesia intende fare: trasmettere  questo  amorevole desiderio di protezione. Aiutarci a  sentirci animali, alberi, foresta. A vivere il loro dolore come nostro. A vedere nella bellezza di un paesaggio incontaminato un modello da salvaguardare. A capire che il destino della Terra è anche il nostro destino.

L’ecopoeta è, quindi, il tramite fra comunità umana e mondo naturale.  E’ colui che, invece di  macerarsi sul proprio tormentato io o sulle complesse dinamiche interpersonali, si immerge nella pace dell’unità della creazione, si apre al mondo, agli altri esseri viventi e si compenetra con essi.

 

Il linguaggio

L’Ecopoesia non è una poesia celebrativa, enfatica, che si erge da un piedistallo ad indicare la via da seguire, ma è la poesia empatica di chi si sente interconnesso con la Natura e ne riporta emozioni dal di dentro. Una poesia semplice, umile come lo sono i soggetti oppressi  che parlano attraverso di essa.

 

La comunicazione

Esiste anche una specificità dell’Ecopoesia in questo campo.  Nel tempo della comunicazione globale, anche  la poesia deve saper comunicare globalmente, deve essere accessibile a tutti, deve essere aperta alle differenti realtà culturali del mondo e condividere e diffondere  i valori del suo tempo.

L’Ecopoesia si libera dall’isolamento delle chiuse culture letterarie erudite, dalle vecchie mode sibilline delle avanguardie e dalle tradizioni poetiche locali e  utilizza  una comunicazione poetica semplice e chiara, comprensibile a tutte le culture  -quindi anche facilmente traducibile-  per diffondersi tra un pubblico sempre più allargato  come richiesto dall’UNESCO  nel messaggio della   Giornata Mondiale della Poesia.

L’Ecopoesia deve saper comunicare globalmente perché vive in un tempo in cui, tutti i pensieri, tutte le emozioni e tutta la creatività del mondo vengono universalmente e contemporaneamente a contatto. Essa si alimenta di questa immensa  linfa collettiva per creare nuove sollecitazioni che a loro volta verranno, per le stesse vie, universalmente  trasmesse e raccolte.

 

Questa nuova Poesia, da taluni provvisoriamente definita “Post – post-modern Poetry” perché recepisce  alcune tendenze  delle correnti post-moderne, in questo Manifesto viene invece  semplicemente definita: “ECOPOESIA”.

Queste riflessioni  sono estensibili a qualsiasi forma di arte che abbia al suo  centro la Natura e l’Ambiente. Nel Manifesto questo tipo di Arte viene definita: “ECOART”.

 

Primi firmatari:

  1. Ivana Trevisani Bach  Albisola (Sv)

Salvatore Infantino  Palazzolo (Siracusa)

Luciano Somma (Napoli)

  1. Luisa Gravina (Genova)

Luciana Bertorelli (Savona)

  

A questo Manifesto ha aderito il Movimento Artistico “Irrealismo” che propone di “Rivalutare la Natura con l’Arte e l’Arte per la Natura“.

Perché Poesia ed Ecologia?

Perché Poesia ed Ecologia?
Perché emozione e ragione devono metterci di fronte alle nostre responsabilità e devono muoverci, tutti uniti, ad azioni sostenibili. Commuoverci per muoverci a proteggere un ambiente naturale che renda possibile la nostra vita insieme a quella degli altri viventi. Questa nuova etica nei confronti dell’Ecosfera e l’etica della Pace -di cui c’è gran bisogno-, hanno una comune radice: l’educazione al rispetto. Per farla emergere presso le nuove generazioni, un particolare tipo di educazione e di formazione di lungo periodo può dare risultati positivi. Per preparazione professionale, da una decina d’anni, mi dedico a questo tipo di attività perché ritengo che l’Etica ambientale possa essere propedeutica all’Etica della Pace. E sono convinta che L’Ecopoesia credo che sia uno dei mezzi disponibili.
Sandor Pétofi (1848), il più importante poeta ungherese, scrisse: Se non sai far altro che cantare i tuoi dolori e le tue gioie, butta pure via la sacra lira del Poeta. Più recentemente Italo Calvino, riferendosi alla valenza sociale della letteratura, scrisse: “La letteratura è necessaria prima di tutto quando dà voce a chi non ha voce”. Ispirandomi a questi principi, scrivo ecopoesie in un sito web (in italiano e in inglese):
http://www.ecopoems.altervista.org
e, recentemente, ho scritto un libro che ha proprio per sottotitolo: “Per dar voce alla Natura che non ha voce”. Il libro si intitola: “La Felina Commedia di Mozòt”, (in inglese “The feline Comedy by Mozot”).
Viene suggerita ai giovani una “mission” importante: diventare “Voce della Natura” per testimoniare i diritti di tutti gli esseri viventi che non hanno voce. Un percorso di speranza e di ottimismo per giovani in crisi adolescenziale e privi di ideali. Insomma, un libro che vuole essere un esperimento particolare di ecopedagogia. Per questo motivo ne ho pubblicato anche una edizione per le scuole sia in italiano che in inglese.
http://www.amazon.com/La-Felina-Commedia-Scuole-Italian/dp/1493796798
Pensando al futuro, ho scelto di rivolgermi ai giovani. Infatti, il libro è’ un romanzo di formazione sul tipo del “Bildungs-roman” e ha per obiettivo quello di educare i giovani a essere “difensori” della Natura. Una “Bildung” intesa come realizzazione del sé simile a quella prevista dalla Naturphilosophie romantica, ma rivisitata ed estesa alla realtà attuale, cioè arricchita di una nuova etica, quella del rispetto dei diritti degli altri viventi e della presa di coscienza della nostra responsabilità nei confronti dell’intero pianeta. Insomma, formazione e non solo informazione ambientale. Questa nuova eco-pedagogia dovrebbe generare uno sviluppo creativo individuale basato sulla cultura ecologica, ma orientato all’azione, alla comunicazione, alla ricerca, alla creazione artistica di ogni genere.
Una formazione che tenga anche conto delle rivoluzionarie idee della Deep Ecologie, ma che fornisca a ogni individuo gli strumenti per rielaborarla all’interno della sua personale visione e, verso l’esterno, nel contesto di situazioni sociali, culturali, o politiche a tutt’oggi non così radicali.
Con la mia attività letteraria mi rivolgo al futuro nella speranza di un radicale cambiamento di mentalità presso le nuove generazioni. Questo il mio obiettivo perché ritengo che nell’attuale complessa crisi globale, sia doveroso impegnarsi in prima persona secondo le individuali potenzialità culturali di ognuno.

M. Ivana Trevisani Bach
http://www.ecopoems.altervista.org